
4 settembre 2026
Meno gasolio, irrigazioni dimezzate: come un pereto in Emilia-Romagna gestisce l'acqua con i sensori SoilSense
Massimo Gallerani gestisce 5 ettari di pere in Emilia-Romagna con un unico sistema SoilSense. Il risultato: irrigazione da 16 a circa 6 ore settimanali, meno gasolio, acqua usata in modo più efficiente e piante più equilibrate — decisioni guidate dai dati, non dall'abitudine.
Nome: Massimo Gallerani · Regione: Emilia-Romagna · Coltura: Pere · Superficie monitorata: 5 ettari con un unico sistema SoilSense
Nel cuore della pericoltura emiliano-romagnola, tra filari protetti da reti antigrandine e carichi di frutti pronti per la raccolta, Massimo Gallerani gestisce 5 ettari di pere con un unico sistema di monitoraggio SoilSense. Il cambiamento più concreto? Il modo in cui decide quando e quanto irrigare.

Da 8 ore due volte a settimana a 2 ore ogni 3 giorni
D: Come è cambiata la gestione dell'irrigazione da quando usi i sensori?
Sono riuscito a regolare l'irrigazione in modo molto più preciso: sono passato da 8 ore due volte a settimana a sole 2 ore ogni 3 giorni.
Il dato racconta da solo l'entità del cambiamento: da 16 ore settimanali di irrigazione a circa 6 ore, mantenendo — anzi migliorando — lo stato delle piante. Non si tratta solo di irrigare meno, ma di irrigare quando serve davvero, con interventi più brevi e più frequenti, calibrati sulla reale richiesta idrica del frutteto.
I grafici del monitoraggio mostrano bene questa nuova regolarità: cicli di irrigazione ravvicinati che mantengono l'acqua disponibile per le piante costantemente all'interno dell'intervallo sicuro di umidità, evitando sia lo stress idrico che gli eccessi.

Dati oggettivi al posto delle sensazioni
D: In che altro modo ti hanno aiutato i sensori nel prendere decisioni?
Mi hanno tolto ogni dubbio nei momenti in cui avrei irrigato per abitudine, e in altri in cui invece non avrei irrigato. Ora ho un dato oggettivo su cui basarmi, invece di andare a sensazione.
È forse il beneficio più sottile ma più importante del monitoraggio continuo: eliminare il margine di incertezza che accompagna da sempre le decisioni irrigue. L'abitudine e l'intuizione restano un patrimonio prezioso per chi lavora la terra da anni, ma quando si affiancano a un dato oggettivo e continuo, le scelte diventano più solide — e più facili da difendere, anche di fronte a stagioni atipiche.
Meno gasolio, acqua usata in modo più efficiente
D: Che impatto ha avuto questo sui costi e sulle risorse?
Ho risparmiato sia in gasolio che in acqua, un beneficio concreto oltre che pratico.
Meno ore di irrigazione significano meno ore di pompaggio, e quindi meno gasolio consumato per far funzionare l'impianto: un risparmio diretto sui costi. A questo si somma un uso più efficiente dell'acqua, risorsa sempre più preziosa.

Piante più sane, senza gli eccessi del passato
D: E le piante come stanno rispondendo?
Considerando anche altri fattori, le piante sono splendide. Penso che negli anni passati abbiano sofferto di un eccesso d'acqua, cosa che ora riesco a evitare.
È un'osservazione che ricorre spesso tra chi inizia a monitorare il suolo in modo continuo: il problema, più che la carenza, era l'eccesso. Irrigare "per abitudine" — con cicli lunghi e poco frequenti, come le precedenti sessioni da 8 ore — può portare più acqua di quanta la pianta riesca effettivamente a utilizzare, con conseguenze su radici, ossigenazione del suolo e, nel tempo, sulla vigoria della pianta stessa. Vedere il dato in tempo reale ha permesso a Massimo di correggere questa tendenza.
Il risultato si vede nei numeri: quella attuale è la produzione migliore degli ultimi anni, un dato che Massimo attribuisce probabilmente anche ad altri fattori, ma in cui la gestione irrigua più precisa gioca senza dubbio un ruolo.
I prossimi passi: irrigazione mirata anche in autunno e preparazione della primavera
D: Quali sono i prossimi passi con l'utilizzo dei sensori?
Li userò anche prima dell'inverno per continuare a irrigare in modo mirato, e conto che mi aiutino a prepararmi al meglio in primavera, ad esempio per il chelato di ferro, così da avere un punto di partenza ottimale per l'irrigazione.
Il monitoraggio non si ferma con la fine della stagione di raccolta: conoscere lo stato idrico del suolo anche nei mesi più freddi permette di arrivare alla ripresa vegetativa con un quadro chiaro delle condizioni di partenza, utile anche per pianificare interventi mirati come le concimazioni ferrose, spesso decisive per la salute del pereto nelle prime fasi della stagione.
Un unico sistema, un intero pereto più efficiente
L'esperienza di Massimo Gallerani mostra come un unico sistema SoilSense, distribuito su 5 ettari, possa trasformare la gestione irrigua di un intero pereto: meno ore di irrigazione, meno gasolio, un uso più efficiente dell'acqua e piante più equilibrate — il tutto basato su dati oggettivi invece che su abitudini consolidate.
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